Come strutturare la Prova di inglese dell’esame di Stato del primo ciclo (esame di terza media)
Guida metodologica per docenti di lingua inglese: normativa vigente, tipologie di traccia, prova mista e criteri di valutazione per l’esame di Stato della secondaria di primo grado
Cornice normativa di riferimento
La prova di lingua inglese all’esame conclusivo del primo ciclo è disciplinata da un insieme di documenti normativi che è fondamentale conoscere per progettare prove corrette e difendibili. Il riferimento principale è il decreto legislativo n. 62 del 13 aprile 2017, da cui derivano:
- decreto ministeriale 741/2017: disciplina le modalità di svolgimento dell’esame, le tipologie di traccia e i tempi
- circolare ministeriale 1865/2017: chiarisce le tipologie e precisa che alla prova di lingue straniere viene attribuito un voto unico
- nota ministeriale 7885/2017: introduce la raccomandazione che il voto non sia frutto di una mera operazione aritmetica e prevede la valutazione congiunta e concordata tra i docenti di lingua
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Nota: Una lettura diretta e testuale della normativa — anziché affidarsi a interpretazioni di terzi — è la pratica più sicura per strutturare prove corrette e per prevenire contestazioni in sede d’esame. |
Caratteristiche strutturali della Prova di lingue straniere
Prova unica, due sezioni
Dal 2017-2018, la prova delle lingue straniere è una prova unica articolata in due sezioni distinte: una per l’inglese, una per la seconda lingua comunitaria.
Le due sezioni vengono consegnate agli studenti contestualmente all’avvio della prova (non in momenti separati), sebbene la commissione possa prevedere una pausa tra le due sezioni.
Tempi e commissione
La durata massima è di quattro ore complessive.
In sede di riunione preliminare, la commissione predispone almeno tre tracce in coerenza con il profilo dello studente e i traguardi delle Indicazioni Nazionali.
Il giorno della prova, la commissione sorteggia la traccia (non è più l’alunno a scegliere tra opzioni). La pausa tra le due sezioni, la sua durata e le modalità di consegna del materiale sono stabilite dalla commissione.
Livelli di uscita
Il livello di uscita atteso per la lingua inglese è A2 del QCER; per la seconda lingua comunitaria è A1. Questa distinzione di livello è il principale discrimine tra le due prove (non la distribuzione del peso percentuale del voto, che rimane 50/50 tra le due lingue).
Le cinque tipologie di traccia per la prova scritta
Il DM 741 individua cinque tipologie di traccia, che possono essere somministrate singolarmente oppure (e questo è l’elemento più innovativo rispetto alla normativa precedente) combinate all’interno della stessa traccia:
Tipologia A — Questionario di comprensione
Questionario su un testo a risposta chiusa (true/false, scelta multipla) e risposta aperta. Simile alla tradizionale risposta a domande sul brano, ma con la distinzione esplicita tra risposta chiusa e aperta. Le risposte aperte possono includere domande personali.
Tipologia B — Completamento, riordino o trasformazione di un testo
Tipologia tripartita, la più innovativa rispetto alla normativa precedente.
Include: (1) completamento con parole singole o gruppi di parole omessi; (2) riordino e riscrittura di un testo; (3) trasformazione di un testo in una tipologia testuale diversa. La parola “testo” va intesa in senso ampio: include qualsiasi veicolo di informazione.
Tipologia C — Dialogo su traccia
Composizione di un dialogo con indicazione di situazione, personaggi e sviluppo degli argomenti. In continuità con la normativa precedente.
Tipologia D — Lettera o email personale
Produzione scritta di una email o una lettera su traccia riguardante argomenti familiari o di vita quotidiana. La sostanza (composizione guidata su traccia) rimane invariata.
Tipologia E — Sintesi di un testo
Equivalente del riassunto della normativa precedente, con selezione degli elementi e delle informazioni principali.
La Prova di tipologia mista: perché è necessaria?
La normativa prevede che la prova scritta accerti le competenze di comprensione e produzione scritta. Questo vincolo è determinante nella scelta della tipologia:
- la tipologia B pura (completamento) verifica la comprensione, ma non consente di testare adeguatamente la produzione scritta;
- la tipologia D pura (email/lettera) verifica la produzione, ma non consente di testare la comprensione scritta.
Ne consegue che la prova di tipologia mista (che combina più tipologie) è non solo permessa, ma di fatto necessaria per rispettare le finalità indicate dalla normativa.
Una struttura efficace e inclusiva prevede:
- warm-up activity: esercizio iniziale basato su immagini o associazioni per sintonizzare lo studente sull’argomento (per esempio, didascalie di immagini con parole fornite nel box);
- comprensione del testo: completamento o questionario sul testo principale (tipologia B o A);
- produzione scritta: email, dialogo o sintesi sullo stesso argomento del testo (tipologia D, C o E).
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Vantaggio didattico: L’uso dello stesso argomento per comprensione e produzione non è solo pratico: è inclusivo. Lo studente che ha lavorato bene sulla comprensione ha già costruito il vocabolario e il contesto che gli serviranno per la produzione. |
Progettare una Prova inclusiva: principi operativi
Accessibilità del testo
Il testo deve essere calibrato sul livello A2. Un errore frequente è sovrastimare il livello atteso, talvolta per l’abitudine di usare testi tratti da libri calibrati su livelli superiori. Le indicazioni 2012 e il QCER sono i riferimenti da tenere a portata di mano.
Gradualità degli esercizi
Gli esercizi devono procedere in ordine crescente di difficoltà. Il primo esercizio (warm-up) serve ad attivare le conoscenze pregresse; gli esercizi di comprensione guidata vengono prima della produzione; la produzione libera (o semi-libera su traccia) è l’ultimo step.
Consegne chiare e leggibili
Le consegne in grassetto e i verbi di comando evidenziati facilitano la lettura per tutti gli studenti. In fase preparatoria, le consegne possono essere in italiano per facilitare la riflessione linguistica; nell’esame finale, vanno preferite in inglese per garantire accessibilità anche agli alunni non italofoni.
Word bank e dizionario
La word bank fornisce termini ipoteticamente non noti e riduce il carico cognitivo nella fase di comprensione, senza compromettere la valutazione delle competenze.
Nella fase di produzione scritta, il dizionario (cartaceo o elettronico) deve essere disponibile. Per gli alunni con DSA, il dizionario elettronico è uno strumento compensativo che deve essere previsto nel PDP e usato durante l’anno per essere efficace all’esame.
Esempi e modelli
Fornire un item risolto come esempio riduce le risposte errate dovute a incomprensione della consegna (utile soprattutto nelle prove con scelta multipla o completamento).
Preparazione al colloquio orale
L’inglese rientra nel colloquio pluridisciplinare finale.
La normativa indica che il colloquio deve essere organico e significativo (non una serie di interrogazioni a compartimenti stagni).
Per la lingua straniera, questo si traduce nella competenza di produzione orale su argomenti interdisciplinari che il docente ha preparato durante l’anno.
La struttura metodologica più efficace è il modulo tematico, costruito attorno a un topic con agganci interdisciplinari (es. Human Rights, Refugees, Environment, Science and Technology). Ogni modulo include:
- attività di listening per la familiarizzazione con il lessico specifico
- esercizi di comprensione guidata (completamento, matching, true/false)
- mappa concettuale personale come supporto per l’esposizione orale
Il colloquio orale potrebbe vertere anche su un argomento personale; in questo caso, è utile guidare gli alunni nell’elaborazione di mappe concettuali per preparare l’esposizione (per esempio: descrizione della propria personalità, della famiglia, dei propri interessi, oppure il racconto di un’esperienza particolarmente significativa).
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Sulla mappa: la mappa creata autonomamente dallo studente (non pre-compilata dall’insegnante) è uno strumento di scaffolding per l’esposizione orale. Un lavoro triennale sulle mappe, e non una preparazione dell’ultimo minuto, previene lo studio mnemonico e favorisce la restituzione personale dei contenuti. |
Verifica e valutazione della Prova mista
Distinzione tra verifica e valutazione
La verifica è la misurazione della prestazione tramite item a risposta chiusa e aperta, o tramite produzione scritta.
La valutazione è la riflessione sul percorso complessivo, che integra la misurazione con il portato personale del docente e il profilo dello studente nel triennio.
Struttura della griglia di valutazione
La griglia va strutturata in due macro-aree coerenti con le finalità della normativa: comprensione scritta e produzione scritta. Per ciascun item va stabilito il punteggio ottimale (risposta corretta e completa). Indicazioni operative:
- agli item a risposta chiusa (true/false, scelta multipla) si assegna un punteggio inferiore agli item a risposta aperta
- la differenza di punteggio tra item facili e difficili non deve essere eccessiva, per non penalizzare strutturalmente gli alunni con maggiori difficoltà
- la produzione scritta (email, dialogo, sintesi) merita un peso proporzionale alla sua difficoltà (tendenzialmente il punteggio maggiore tra tutti gli item).
Valutare la produzione scritta con le rubriche
Per la produzione scritta è preferibile usare una rubrica di valutazione con descrittori di livello (A, B, C, D), ricavati dai traguardi delle Indicazioni Nazionali 2012. Esempio di traguardo applicabile: “L’alunna/o scrive semplici resoconti e compone brevi lettere o messaggi rivolti a coetanei e familiari.” I quattro livelli descrivono gradi crescenti di padronanza: dall’uso guidato delle strutture di base (D) alla produzione autonoma e consapevole (A).
Il voto unico per le lingue straniere
La prova di lingue straniere riceve un voto unico espresso in decimi, comprensivo di entrambe le lingue. La Nota 7885/2017 raccomanda che il voto non sia frutto di una mera operazione aritmetica, ma di una valutazione congiunta e concordata tra i docenti di lingua.
In pratica, due approcci sono equivalenti dal punto di vista del risultato:
- base 10 con media: si fa la media aritmetica dei voti nelle due lingue e si arrotonda a intero, poi si discute con la collega sul profilo complessivo
- base 5 con somma: si converte ogni voto su base 5 e si sommano; il risultato è matematicamente identico alla media in base 10.
Il messaggio normativo è che la media è un punto di partenza, non il voto definitivo: il confronto tra docenti di lingua deve integrare la misurazione con la valutazione qualitativa del profilo dello studente.
Le due lingue hanno lo stesso peso (50/50): non è corretto attribuire percentuali diverse.
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Criteri condivisi: Le key (soluzioni) e la griglia di valutazione devono essere stabilite prima della correzione, non durante. La condivisione formale dei criteri tra tutti i docenti di lingua della commissione è una tutela per gli studenti e una garanzia di oggettività. |